La storia di Castelfranco Emilia è antica e affonda le sue radici nella preistoria, nelle vite dei villanoviani, quando la Pianura Padana era palude e nasceva la nostra civiltà.
L’organizzazione territoriale di più ampia portata del paese risale alla colonizzazione romana, avvenuta con la centuriazione, di cui ancora oggi è ben visibile l’organizzazione, grazie al sistema di canali che scorrono nella campagna. In seguito fu realizzata la bonifica delle terre paludose e il Panaro fu chiuso fra gli argini.
Preistoria
Il territorio di Castelfranco Emilia, come in tutta la pianura emiliana, presenta tracce di insediamento umano precedente all’Età del Bronzo, confermati dal ritrovamento di reperti datati al V millennio a.C.
Nel corso della media età del Bronzo (1650 – 1550 a.C.) la Pianura Padana si abita e inizia l’epoca delle terramare.
Terramara su Enciclopedia Treccani
Abitato preistorico caratterizzato da cumuli di terra grassa e nerastra proveniente dalla decomposizione di sostanze organiche. Le t., attribuite al Bronzo medio (14° sec. a.C.) e finale, sono tipizzate dalla presenza di palafitte allineate lungo letti di fiumi, e sono note nell’Emilia occidentale tra il Po, l’Appennino e il Panaro.
Durante il secolo successivo si nota un’importante fase di popolamento della Pianura Padana con la nascita di numerose piccole terramare sparse su tutto il territorio.
Età romana
Dopo la fondazione delle colonie di Bononia e Mutina si può ipotizzare la nascita di Forum Gallorum, avvenuta forse nel 177 a.C.

Il territorio castelfranchese fu a sua volta oggetto di una profonda riconfigurazione nel corso del II secolo a.C. avvenuta grazie alla centuriazione, una modalità di intervento prettamente romana sul paesaggio ai fini di regolarizzarlo, predisponendo un buon deflusso delle acque e un’agevole percorrenza della viabilità secondaria. Esso consisteva in una rete infrastrutturale di vie e canali che si intersecavano ortogonalmente a distanze regolari di circa 710 metri di lato.
Centuriazione su Enciclopedia Treccani
Divisione di terreni destinati alle assegnazioni in Roma antica: i terreni venivano divisi per mezzo di linee tra loro perpendicolari, i decumani e i cardini, in tanti quadrati (lunghezza normale del lato: 2400 piedi), ciascun quadrato costituiva il fondo per 100 famiglie (centuria), fra le quali i lotti (normalmente di due iugeri l’uno) venivano distribuiti a sorte (sortes).
Ancora oggi, la conformazione delle campagne del territorio comunale, tra le più vaste di tutta la provincia di Modena, riflette l’importanza delle opere messe in atto in età romana.
Età medievale
Il nome di Castelfranco Emilia deriva, però, dalla fondazione medievale del “Borgo Franco”, avvenuta ad opera dei bolognesi nel 1226. Le mura costruite a difesa del paese occupavano l’area delle odierne vie circondarie: alcuni resti, venuti alla luce durante la costruzione di piazza Aldo Moro, sono ancora oggi visibili.
Al Castello fu dato il nome di “Franco”, cioè libero, per indicare l’esenzione venticinquennale da ogni tassa, concessa ai suoi abitanti per favorire il popolamento del Borgo. Si trattava, infatti, dell’ultimo avamposto bolognese prima del territorio di Modena, fatto che lo rese spesso teatro di contese e occupazioni. Castelfranco iniziò così ad affermarsi come centro di vita civile e economica, pur rimanendo un insediamento essenzialmente militare.
Età moderna e contemporanea
Nel 1506 passa, insieme a tutto il territorio bolognese, sotto lo Stato Pontificio.
Il 27 ottobre 1542, il senato di Bologna riconosce formalmente il comune di Castelfranco Emilia che potrà così adottare lo stemma attuale con la rocca.
Grazie a un territorio agricolo vasto e fertile, nei secoli successivi, l’agricoltura si impone come principale attività umana. Grazie alla presenza di canali ricchi d’acqua, cominciano a sorgere i mulini, che diventeranno molto importanti in tutto il territorio comunale e si arriverà a contarne più di 30.
Nel 1929 il Comune venne trasferito dalla provincia di Bologna a quella di Modena, e nel 2006, viene riconosciuto col titolo di Città di Castelfranco Emilia.
La storia di Castelfranco Emilia è la nostra storia. Merita di essere conosciuta…
I tesori della Castelfranco Emilia antica, romana e medievale sono esposti e custoditi presso il Museo Civico Archeologico “A. C. Simonini”, in Corso Martiri, 204.
Bibliografia:
- Sito della Città di Castelfranco Emilia
- Sito del Museo Civico Archeologico “A.C. Simonini”
